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Santa Croce, il cuore della cittą

Il borgo che incanta chiunque con i suoi colori, le sue botteghe e gli spettacolari capolavori.

Santa Croce, il cuore della cittą, Firenze

La Basilica di Santa Croce, nell'omonima piazza di Firenze, è una delle più grandi chiese officiate dai francescani. Una delle massime realizzazioni del gotico in Italia. E' nota come Il tempio dell'Itale glorie per le numerose sepolture di sommi artisti, letterati e scienziati. La definizione risale al poema di Foscolo in un passo Dei Sepolcri. La grandiosa basilica è probabilmente opera di Arnolfo di Cambio, che vi lavorò dal 1294. Fu terminata circa 90 anni dopo e consacrata solo nel 1444. Nel 1966 l'alluvione di Firenze inflisse gravissimi danni al complesso, tanto da diventare tristemente nota come simbolo delle perdite artistiche subite dalla città, in particolare per la semi distruzione del Crocifisso di Cimabue, custodito oggi nel Museo di Santa Croce, ma anche della sua rinascita dal fango, attraverso la cavillare opera di restauro e di conservazione.

Sulla sinistra del sagrato fu collocato il pomposo monumento a Dante, a conclusione delle celebrazioni dantesche del 1865 per il VI centenario della nascita del poeta. In Piazza Santa Croce sono ancora visibili sugli edifici laterali, i segni della mezzeria, per dividere a metà quello che all'occorenza diventava un campo di calcio su cui squadre in costume disputano ancora oggi agguerrite partite. Raggiungendo il centro, a via Ghibellina c'è la Casa Buonarroti. Nel palazzo-museo secentesco si percorre la memoria dell'artista fiorentino attraverso i capolavori della sua giovinezza, i famosi rilievi marmorei e le vicende della sua famiglia conservate nei preziosi Archivi della Biblioteca.

Più avanti, oltre ai numerosi negozi di borse e oggetti in pelle, alle ceramiche dipinte a mano, si arriva al Museo di Arte e Storia Ebraica della Sinagoga realizzata a fine Ottocento. Sul borgo Pinti, si nota la Chiesa di Santa Maria Maddalena de' Pazzi con il monumentale affresco della Crocefissione di Pietro Perugino.

Lungo il borgo degli Albizi non si può non fare una sosta al Museo del Bargello. Nelle sue sale si trovano, oltre alle opere di Donatello, dal David in bronzo al Marzocco (il leone simbolo di Firenze), anche quelle più famose di Michelangelo, del Bernini, del Verrocchio e del Giambologna.

Verso Piazza della Signoria spicca il famoso Palazzo Vecchio, la sede del Comune della città. Al suo interno esso ospita il museo, che espone fra l'altro opere di Agnolo Bronzino, Michelangelo Buonarroti, Giorgio Vasari e tanti altri. Chiamato in origine della Signoria, nome dell'organismo principale della Repubblica fiorentina, ha assunto nei secoli diversi nomi: da Palazzo dei Priori a Palazzo Ducale. Il nome vecchio lo assunse nel 1565 quando la corte del duca Cosimo I si spostò nel "nuovo" Palazzo Pitti. L'edificio si è gradualmente ingrandito verso est, arrivando ad occupare un isolato intero quadruplicandone le dimensioni. La sua pianta ricorda un trapezio, sulla facciata principale a bugnato la Torre di Arnolfo, uno degli emblemi di Firenze. All'interno si possono ammirare le opere cinquecentesche del Vasari, il quale costruì un percorso, il Corridoio Vasariano, che collega ancora oggi il Palazzo Vecchio con Palazzo Pitti attraversando l'Arno sul Ponte Vecchio.

Cosimo I, inoltre, spostò l'amministrazione governativa e le magistrature negli adiacenti Uffizi. Quest'ultimo è uno dei musei più famosi del mondo per le straordinarie collezioni di dipinti e di statue antiche. Le raccolte del Trecento e del Rinascimento contengono alcuni capolavori assoluti dell'arte mondiale. La Galleria è situata all'ultimo piano del grande edificio costruito tra il 1560 ed il 1580 su progetto di Giorgio Vasari per volontà del granduca Francesco I e arricchita grazie al contributo della famiglia Medici.

Altro simbolo della città che lo immortala nelle cartoline e foto-ricordo è la costruzione di Neri di Fioravante: Ponte Vecchio, realizzato nel punto in cui l'Arno è più stretto, è un luogo incantato e magico, con i suoi colori romantici del crepuscolo e con la raffinatezza delle sue botteghe.


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